Guida all'uso
Dieci minuti di lettura e non serve altro. Se stai valutando se proporlo a qualcuno, le due sezioni che contano sono Far contare le azioni e Leggere il debrief.
Si entra da simulatore.piffipiffo.com, e le cose da avere sono due. La prima è la password del sito, la stessa per tutti quelli che hanno accesso. La seconda è un profilo con PIN intestato a te: il profilo tiene il tuo storico, il tuo livello e i tuoi punti deboli.
In home trovi due riquadri, Soccorritore e Infermiere, e in ognuno il pulsante Nuovo scenario. Sono percorsi separati con storici separati: puoi fare l'uno e l'altro senza che si confondano. Il riquadro dell'infermiere porta un'etichetta beta con la ragione scritta sotto: leggila prima di cominciare.
Il livello non lo scegli: lo decide il tuo storico su quella competenza — base, intermedio o avanzato — ed è scritto nel riquadro insieme al perché.
Accanto a Nuovo scenario c'è Opzioni, e lì dentro stanno le due sole scelte che hai. La lingua, per il solo infermiere: in inglese alleni la clinica e la lingua insieme e il debrief te le corregge tutte e due, in italiano resta la clinica — i due voti di comunicazione restano separati comunque, non sono la stessa abilità. Le aggiunte: non puoi dire quali vuoi — quali arrivano le sorteggia il sistema — puoi solo togliere quelle che non vuoi incontrare mai. Il soccorritore è sempre in italiano.
Parte lo scenario e in cima trovi la scheda di missione. Leggila davvero: dice il luogo, il codice di invio e le risposte del filtro, e da lì si capisce cosa portarsi giù dal mezzo.
Scrivi nel riquadro in basso quello che faresti e premi Invia. In alto a destra c'è T+, i minuti dall'arrivo: ogni tuo intervento ne consuma, quindi l'ordine in cui fai le cose conta.
Se preferisci, il pulsante Parla detta al posto tuo e Voce della scena ti legge le risposte ad alta voce: con le due accese l'esercizio somiglia molto di più a un intervento.
È la parte che spiazza all'inizio. La scena non è un istruttore: non ti suggerisce la mossa dopo, non ti avverte se stai sbagliando e non ti fa domande retoriche per portarti sulla strada giusta. Risponde e basta. Se il silenzio ti sembra strano, è voluto.
Puoi scrivere più cose in un messaggio solo, ed è anzi il modo giusto di usarlo: un intervento non si fa una manovra per volta. Quello che non conviene è scrivere intenzioni invece di azioni.
Mentre giochi, il sistema annota le tue azioni scegliendole da un elenco chiuso — 63 voci per il soccorritore, 83 per l'infermiere. Alla fine il punteggio nasce dal confronto fra quel registro e la checklist scritta nel caso. Se un'azione non entra nel registro, per il debrief non l'hai fatta, anche se l'avevi in testa.
Scrivi cosa fai, non come si chiama la sequenza. Le due frasi qui sotto descrivono lo stesso identico gesto, e valgono punti diversi.
La stessa cosa, scritta in due modi
«Faccio l'ABCDE.»
1 voce nel registro. Le misure che hai fatto dentro l'ABCDE non risultano: la checklist le conta una per una e le trova mancanti.
«Guardo se il torace si espande, conto gli atti, misuro saturazione e pressione, controllo la glicemia.»
5 voci, e sono quelle che la griglia d'esame conta separatamente.
Le etichette sono quelle vere del vocabolario del soccorritore. Non le scrivi tu: le sceglie il sistema leggendo quello che hai scritto, e durante lo scenario non le vedi.
Vale anche al contrario: se dici un numero, la scena presume che tu quella misura l'abbia fatta. Non serve annunciarla prima e poi rifarla.
Con Termina scenario, e lo decidi tu. Il momento naturale è la consegna in ospedale o al mezzo avanzato. Nessuno ti ferma prima e nessuno ti avvisa che il tempo sta scadendo — anche questo è parte dell'esercizio. Il debrief ci mette un minuto scarso.
Si legge in quest'ordine, e il più utile non è il primo:
| Sezione | A cosa serve |
|---|---|
| Punteggi | Sei voti per dominio da soccorritore, sette da infermiere — là la comunicazione clinica nella lingua della scena è un voto a sé, separato da come hai parlato con la centrale. Servono per la tendenza su più sessioni, non per il singolo caso: un 3 su un caso difficile dice più di un 4 su uno facile. |
| Azioni attese, fatte e mancate | La parte contabile, e la più affidabile: viene dal registro. Se qui c'è qualcosa che avevi fatto, rileggi come l'avevi scritto. |
| Errori critici | Le cose che avrebbero cambiato l'esito. Se ce n'è uno, è lì che comincia il ripasso. |
| La struttura nascosta | Cosa c'era scritto nel caso e che non potevi vedere: il vero problema, gli indizi disponibili, cosa succedeva se non lo trovavi. |
| E se… | Le decisioni alternative e dove portavano. È la sezione che vale la sessione. |
| La regola da portarti dietro | Una sola frase. Se ne ricordi una a scenario, in venti scenari hai venti regole. |
| La scheda e la trascrizione | Per rileggere il caso sapendo com'è andata a finire. |
Sotto tempo, con correzione immediata. Non passa da nessun modello: la risposta giusta è sempre la stessa e non discute. Buono per scaldarsi.
Crocette — nel menu si chiama così — sono le domande a risposta chiusa, con le statistiche per argomento; Progressi mostra l'andamento per competenza e su cosa insisterà il prossimo scenario.
In Dotazione trovi cosa c'è a bordo dei due mezzi. Vale la pena guardarla prima del primo scenario di ciascun percorso: metà degli errori evitabili nasce dal chiedere qualcosa che su quel mezzo non c'è.
Segnala il numero dello scenario: il caso, la scheda e la trascrizione restano salvati e si può guardare cos'è successo davvero. Le segnalazioni più utili sono le due che sembrano banali — «qui la scena ha detto una cosa clinicamente sbagliata» e «questo l'avevo fatto e il debrief dice di no».
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