Guida all'uso
Come si usa
Dieci minuti di lettura e non serve altro. Se stai valutando se proporlo a qualcuno, le due sezioni che contano sono Far contare le azioni e Leggere il debrief.
Il primo scenario
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Entrare
Si entra da simulatore.piffipiffo.com, con un accesso tuo: nome utente nella forma nome.cognome e una password. Non è una password condivisa — quell’account tiene il tuo storico, il tuo livello e i tuoi punti deboli, ed è intestato a te.
L’accesso non te lo crei da solo: te lo crea Stefano e ti manda nome utente e password. Quella password l’ha generata il server ed è passata da un messaggio, quindi al primo ingresso il simulatore ti chiede di cambiarla: scegline una che sappia solo tu. Se la perdi non si recupera, si rigenera — chiedila di nuovo a Stefano.Insieme all'accesso ti viene assegnato un piano, e dice una cosa sola: quanti scenari puoi aprire in un giorno. Base 2, Intermedio 5, Avanzato 10, Supremo senza tetto. In home c'è scritto quale hai e quanti te ne restano oggi, prima di cliccare; uno scenario già aperto lo finisci comunque, anche a quota esaurita. Il motivo non è didattico: la chiave del modello è una sola e condivisa fra tutti, e senza un tetto per persona il primo che si diverte la spegne agli altri.
Piano e livello sono due cose diverse con le stesse tre parole. Il piano è il tetto di scenari al giorno e lo decide Stefano; il livello è la difficoltà del prossimo caso e lo decide il tuo storico. In home li vedi tutti e due, a due righe di distanza. Puoi avere piano Base e livello Avanzato, o il contrario: non si parlano. -
Scegliere il percorso
In home trovi due riquadri, Soccorritore e Infermiere, e in ognuno il pulsante Nuovo scenario. Sono percorsi separati con storici separati: puoi fare l'uno e l'altro senza che si confondano. Il riquadro dell'infermiere porta un'etichetta beta con la ragione scritta sotto: leggila prima di cominciare.
Il livello non lo scegli: lo decide il tuo storico su quella competenza — base, intermedio o avanzato — ed è scritto nel riquadro insieme al perché. È la difficoltà, non il piano: due cose diverse con le stesse parole, e stanno nella stessa schermata.
Accanto a Nuovo scenario c'è Opzioni, e lì dentro stanno le due sole scelte che hai. La lingua, per il solo infermiere: in inglese alleni la clinica e la lingua insieme e il debrief te le corregge tutte e due, in italiano resta la clinica — i due voti di comunicazione restano separati comunque, non sono la stessa abilità. Le aggiunte: non puoi dire quali vuoi — quali arrivano le sorteggia il sistema — puoi solo togliere quelle che non vuoi incontrare mai. Il soccorritore è sempre in italiano.
Se non apri le Opzioni, l'infermiere parte in inglese. È il valore predefinito, non una scelta tua. Se volevi l'italiano devi dirlo prima di avviare: la lingua resta quella per tutto lo scenario e decide anche su cosa vieni valutato. -
Leggere la scheda
Parte lo scenario e in cima trovi la scheda di missione. Leggila davvero: dice il luogo, il codice di invio e le risposte del filtro, e da lì si capisce cosa portarsi giù dal mezzo.
Il codice di invio non è una diagnosi. Come nella realtà, a volte non corrisponde a quello che trovi. Un verde che è un giallo esiste, e trovarlo è parte dell'esercizio. Anche le risposte del filtro possono essere imprecise: le ha date qualcuno al telefono, spaventato. -
Condurre l'intervento
Scrivi nel riquadro in basso quello che faresti e premi Invia. In alto a destra c'è T+, i minuti dall'arrivo: ogni tuo intervento ne consuma, quindi l'ordine in cui fai le cose conta.
Se preferisci, il pulsante Parla detta al posto tuo e Voce della scena ti legge le risposte ad alta voce: con le due accese l'esercizio somiglia molto di più a un intervento.
Parlare con la scena
È la parte che spiazza all'inizio. La scena non è un istruttore: non ti suggerisce la mossa dopo, non ti avverte se stai sbagliando e non ti fa domande retoriche per portarti sulla strada giusta. Risponde e basta. Se il silenzio ti sembra strano, è voluto.
Funziona
Frasi prese da scenari diversi. Qui si guarda come sono scritte, non la decisione clinica: quella la giudica il debrief, caso per caso.
- «Misuro la saturazione e la frequenza, e chiedo da quanto tempo ha male.»
- «Chiedo alla figlia se prende anticoagulanti.»
- «Satura 88: metto ossigeno con maschera a 12 litri e rivaluto.»
- «Trauma minore, lo carico e parto per Sondalo, e passo il preavviso alla centrale.»
- «Chiamo la SOREU: deficit facciale e brachiale sinistro, esordito verso mezzogiorno.»
Non funziona
- «Cosa dovrei fare adesso?» — non te lo dice.
- «Faccio l'ABCDE.» — troppo generico: vedi qui sotto.
- «Ho fatto tutto quello che serviva.» — non registra niente.
- «Ci sono controindicazioni?» — chiedi al paziente e ai familiari, non alla scena.
Puoi scrivere più cose in un messaggio solo, ed è anzi il modo giusto di usarlo: un intervento non si fa una manovra per volta. Quello che non conviene è scrivere intenzioni invece di azioni.
Far contare le azioni
Mentre giochi, il sistema annota le tue azioni scegliendole da un elenco chiuso — 64 voci per il soccorritore, 83 per l'infermiere. Alla fine il punteggio nasce dal confronto fra quel registro e la checklist scritta nel caso. Se un'azione non entra nel registro, per il debrief non l'hai fatta, anche se l'avevi in testa.
La regola pratica
Scrivi cosa fai, non come si chiama la sequenza. Le due frasi qui sotto descrivono lo stesso identico gesto, e valgono punti diversi.
La stessa cosa, scritta in due modi
«Faccio l'ABCDE.»
1 voce nel registro. Le misure che hai fatto dentro l'ABCDE non risultano: la checklist le conta una per una e le trova mancanti.
«Guardo se il torace si espande, conto gli atti, misuro saturazione e pressione, controllo la glicemia.»
5 voci, e sono quelle che la griglia d'esame conta separatamente.
Le etichette sono quelle vere del vocabolario del soccorritore. Non le scrivi tu: le sceglie il sistema leggendo quello che hai scritto, e durante lo scenario non le vedi.
Vale anche al contrario: se dici un numero, la scena presume che tu quella misura l'abbia fatta. Non serve annunciarla prima e poi rifarla.
Quando chiudere
Con Termina scenario, e lo decidi tu. Il momento naturale è la consegna in ospedale o al mezzo avanzato. Nessuno ti ferma prima e nessuno ti avvisa che il tempo sta scadendo — anche questo è parte dell'esercizio. Il debrief ci mette un minuto scarso.
Leggere il debrief
Si legge in quest'ordine, e il più utile non è il primo:
| Sezione | A cosa serve |
|---|---|
| Punteggi | Sei voti per dominio da soccorritore, sette da infermiere — là la comunicazione clinica nella lingua della scena è un voto a sé, separato da come hai parlato con la centrale. Servono per la tendenza su più sessioni, non per il singolo caso: un 3 su un caso difficile dice più di un 4 su uno facile. |
| Azioni attese, fatte e mancate | La parte contabile, e la più affidabile: viene dal registro. Se qui c'è qualcosa che avevi fatto, rileggi come l'avevi scritto. |
| Errori critici | Le cose che avrebbero cambiato l'esito. Se ce n'è uno, è lì che comincia il ripasso. |
| La struttura nascosta | Cosa c'era scritto nel caso e che non potevi vedere: il vero problema, gli indizi disponibili, cosa succedeva se non lo trovavi. |
| E se… | Le decisioni alternative e dove portavano. È la sezione che vale la sessione. |
| La regola da portarti dietro | Una sola frase. Se ne ricordi una a scenario, in venti scenari hai venti regole. |
| La scheda e la trascrizione | Per rileggere il caso sapendo com'è andata a finire. |
Il resto
Triage START
Sotto tempo, con correzione immediata. Non passa da nessun modello: la risposta giusta è sempre la stessa e non discute. Buono per scaldarsi.
Crocette e progressi
Crocette — nel menu si chiama così — sono le domande a risposta chiusa, con le statistiche per argomento; Progressi mostra l'andamento per competenza e su cosa insisterà il prossimo scenario.
In Dotazione trovi cosa c'è a bordo dei due mezzi. Vale la pena guardarla prima del primo scenario di ciascun percorso: metà degli errori evitabili nasce dal chiedere qualcosa che su quel mezzo non c'è.
Gli errori tipici delle prime volte
- Chiedere consiglio alla scena. Non risponde a questo. Le domande vanno al paziente, ai familiari, alla centrale.
- Scrivere il nome della sequenza al posto delle manovre. Costa punti che avevi guadagnato.
- Dimenticare la centrale. Chiamare, e chiamare con le parole giuste, è un dominio a sé. Nel percorso infermiere, di più: c'è un confine fra quello che puoi fare da solo e quello per cui serve la prescrizione, e la scena ti lascia sbagliare in silenzio. Se ne parla dopo.
- Non decidere la destinazione. Fa parte del caso: dove lo porti, e perché quello e non l'altro.
- Fermarsi al primo problema. Molti casi ne hanno un secondo, e non si annuncia.
- Rifare lo stesso scenario aspettandosi lo stesso caso. Il posto cambia, le difficoltà aggiunte cambiano, il paziente non risponde con le stesse parole.
Se qualcosa non torna
Segnala il numero dello scenario: il caso, la scheda e la trascrizione restano salvati e si può guardare cos'è successo davvero. Le segnalazioni più utili sono le due che sembrano banali — «qui la scena ha detto una cosa clinicamente sbagliata» e «questo l'avevo fatto e il debrief dice di no».
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