Guida all'uso

Come si usa

Dieci minuti di lettura e non serve altro. Se stai valutando se proporlo a qualcuno, le due sezioni che contano sono Far contare le azioni e Leggere il debrief.

Se non l'hai ancora letta, la pagina Cos'è spiega in due minuti cosa fa lo strumento e — soprattutto — cosa non è.

Il primo scenario

  1. Entrare

    Si entra da simulatore.piffipiffo.com, e le cose da avere sono due. La prima è la password del sito, la stessa per tutti quelli che hanno accesso. La seconda è un profilo con PIN intestato a te: il profilo tiene il tuo storico, il tuo livello e i tuoi punti deboli.

    Il profilo non te lo crei da solo. Nella schermata «Chi sei» compaiono solo quelli che esistono già: te lo crea Stefano e ti dà il PIN. E il PIN viene chiesto a ogni sessione — la porta del sito è condivisa con gli altri sottodomini e da sola non dice chi sei. Usa sempre lo stesso profilo, altrimenti il livello riparte da capo.
  2. Scegliere il percorso

    In home trovi due riquadri, Soccorritore e Infermiere, e in ognuno il pulsante Nuovo scenario. Sono percorsi separati con storici separati: puoi fare l'uno e l'altro senza che si confondano. Il riquadro dell'infermiere porta un'etichetta beta con la ragione scritta sotto: leggila prima di cominciare.

    Il livello non lo scegli: lo decide il tuo storico su quella competenza — base, intermedio o avanzato — ed è scritto nel riquadro insieme al perché.

    Accanto a Nuovo scenario c'è Opzioni, e lì dentro stanno le due sole scelte che hai. La lingua, per il solo infermiere: in inglese alleni la clinica e la lingua insieme e il debrief te le corregge tutte e due, in italiano resta la clinica — i due voti di comunicazione restano separati comunque, non sono la stessa abilità. Le aggiunte: non puoi dire quali vuoi — quali arrivano le sorteggia il sistema — puoi solo togliere quelle che non vuoi incontrare mai. Il soccorritore è sempre in italiano.

    Se non apri le Opzioni, l'infermiere parte in inglese. È il valore predefinito, non una scelta tua. Se volevi l'italiano devi dirlo prima di avviare: la lingua resta quella per tutto lo scenario e decide anche su cosa vieni valutato.
  3. Leggere la scheda

    Parte lo scenario e in cima trovi la scheda di missione. Leggila davvero: dice il luogo, il codice di invio e le risposte del filtro, e da lì si capisce cosa portarsi giù dal mezzo.

    Il codice di invio non è una diagnosi. Come nella realtà, a volte non corrisponde a quello che trovi. Un verde che è un giallo esiste, e trovarlo è parte dell'esercizio. Anche le risposte del filtro possono essere imprecise: le ha date qualcuno al telefono, spaventato.
  4. Condurre l'intervento

    Scrivi nel riquadro in basso quello che faresti e premi Invia. In alto a destra c'è T+, i minuti dall'arrivo: ogni tuo intervento ne consuma, quindi l'ordine in cui fai le cose conta.

    Se preferisci, il pulsante Parla detta al posto tuo e Voce della scena ti legge le risposte ad alta voce: con le due accese l'esercizio somiglia molto di più a un intervento.

Parlare con la scena

È la parte che spiazza all'inizio. La scena non è un istruttore: non ti suggerisce la mossa dopo, non ti avverte se stai sbagliando e non ti fa domande retoriche per portarti sulla strada giusta. Risponde e basta. Se il silenzio ti sembra strano, è voluto.

Funziona

  • «Misuro la saturazione e la frequenza, e chiedo da quanto tempo ha male.»
  • «Chiedo alla figlia se prende anticoagulanti.»
  • «Metto ossigeno con maschera a 12 litri e rivaluto.»
  • «Chiamo la SOREU: paziente di 71 anni, deficit facciale e brachiale sinistro esordito verso mezzogiorno.»
  • «Lo carico e parto per Sondalo.»

Non funziona

  • «Cosa dovrei fare adesso?» — non te lo dice.
  • «Faccio l'ABCDE.» — troppo generico: vedi qui sotto.
  • «Ho fatto tutto quello che serviva.» — non registra niente.
  • «Ci sono controindicazioni?» — chiedi al paziente e ai familiari, non alla scena.

Puoi scrivere più cose in un messaggio solo, ed è anzi il modo giusto di usarlo: un intervento non si fa una manovra per volta. Quello che non conviene è scrivere intenzioni invece di azioni.

Far contare le azioni

Mentre giochi, il sistema annota le tue azioni scegliendole da un elenco chiuso — 63 voci per il soccorritore, 83 per l'infermiere. Alla fine il punteggio nasce dal confronto fra quel registro e la checklist scritta nel caso. Se un'azione non entra nel registro, per il debrief non l'hai fatta, anche se l'avevi in testa.

La regola pratica

Scrivi cosa fai, non come si chiama la sequenza. Le due frasi qui sotto descrivono lo stesso identico gesto, e valgono punti diversi.

La stessa cosa, scritta in due modi

«Faccio l'ABCDE.»

abcde

1 voce nel registro. Le misure che hai fatto dentro l'ABCDE non risultano: la checklist le conta una per una e le trova mancanti.

«Guardo se il torace si espande, conto gli atti, misuro saturazione e pressione, controllo la glicemia.»

abcde parametri_completi saturimetria pressione_arteriosa glicemia_capillare

5 voci, e sono quelle che la griglia d'esame conta separatamente.

Le etichette sono quelle vere del vocabolario del soccorritore. Non le scrivi tu: le sceglie il sistema leggendo quello che hai scritto, e durante lo scenario non le vedi.

Vale anche al contrario: se dici un numero, la scena presume che tu quella misura l'abbia fatta. Non serve annunciarla prima e poi rifarla.

Quando chiudere

Con Termina scenario, e lo decidi tu. Il momento naturale è la consegna in ospedale o al mezzo avanzato. Nessuno ti ferma prima e nessuno ti avvisa che il tempo sta scadendo — anche questo è parte dell'esercizio. Il debrief ci mette un minuto scarso.

Uno scenario chiuso senza arrivare al debrief resta «senza voto» e non conta per il livello. Se lo lasci aperto lo ritrovi in home e puoi riprenderlo, ma finché è lì non puoi avviarne un altro.

Leggere il debrief

Si legge in quest'ordine, e il più utile non è il primo:

SezioneA cosa serve
PunteggiSei voti per dominio da soccorritore, sette da infermiere — là la comunicazione clinica nella lingua della scena è un voto a sé, separato da come hai parlato con la centrale. Servono per la tendenza su più sessioni, non per il singolo caso: un 3 su un caso difficile dice più di un 4 su uno facile.
Azioni attese, fatte e mancateLa parte contabile, e la più affidabile: viene dal registro. Se qui c'è qualcosa che avevi fatto, rileggi come l'avevi scritto.
Errori criticiLe cose che avrebbero cambiato l'esito. Se ce n'è uno, è lì che comincia il ripasso.
La struttura nascostaCosa c'era scritto nel caso e che non potevi vedere: il vero problema, gli indizi disponibili, cosa succedeva se non lo trovavi.
E se…Le decisioni alternative e dove portavano. È la sezione che vale la sessione.
La regola da portarti dietroUna sola frase. Se ne ricordi una a scenario, in venti scenari hai venti regole.
La scheda e la trascrizionePer rileggere il caso sapendo com'è andata a finire.
Il debrief non è un esame. È generato, e su una frase può sbagliare. Se dice una cosa che contrasta con il protocollo, ha ragione il protocollo — e se ti capita, segnalalo: quasi sempre significa che c'è da correggere il caso, non tu.

Il resto

Triage START

Sotto tempo, con correzione immediata. Non passa da nessun modello: la risposta giusta è sempre la stessa e non discute. Buono per scaldarsi.

Crocette e progressi

Crocette — nel menu si chiama così — sono le domande a risposta chiusa, con le statistiche per argomento; Progressi mostra l'andamento per competenza e su cosa insisterà il prossimo scenario.

In Dotazione trovi cosa c'è a bordo dei due mezzi. Vale la pena guardarla prima del primo scenario di ciascun percorso: metà degli errori evitabili nasce dal chiedere qualcosa che su quel mezzo non c'è.

Gli errori tipici delle prime volte

Se qualcosa non torna

Segnala il numero dello scenario: il caso, la scheda e la trascrizione restano salvati e si può guardare cos'è successo davvero. Le segnalazioni più utili sono le due che sembrano banali — «qui la scena ha detto una cosa clinicamente sbagliata» e «questo l'avevo fatto e il debrief dice di no».

Torna a «Cos'è»

Progetto personale di autoformazione, senza scopo di lucro e senza rapporto ufficiale con alcun ente.

Pagina non indicizzata. Nessun documento a uso interno è riprodotto in queste pagine.