Strumento di autoformazione · uso interno
Una palestra per soccorritori e infermieri: arriva una scheda di missione, si trova un paziente, si conduce l'intervento. La scena non suggerisce e non corregge — reagisce a quello che fai. Il debrief arriva alla fine, e ti dice cosa hai fatto davvero.
Un intervento vero non si può ripetere. Quello che va storto va storto una volta sola, e il più delle volte il ripasso arriva mesi dopo, su un caso che non è il tuo. Questo strumento serve a quella lacuna: fare venti volte l'intervento che in servizio capita una volta all'anno, e sbagliarlo senza conseguenze.
Si gioca scrivendo. Ricevi la scheda, arrivi sul posto, chiedi, guardi, tocchi, tratti, decidi dove portarlo. La scena risponde come rispondono un paziente e gli astanti: se non chiedi una cosa, non te la dicono. Se non la misuri, non la sai.
Mezzo di base. Il conto si fa con quello che c'è a bordo: niente farmaci, niente accessi venosi. Metà della competenza è sapere quando chiamare. Sempre in italiano.
Non in prova. Dotazione e procedure vengono da documenti: i fogli di controllo del mezzo, le griglie delle prove pratiche, le schede di manovra.
Mezzo avanzato. Qui la domanda non è cosa c'è a bordo ma cosa puoi fare senza chiamare: il confine fra autonomia e prescrizione del medico di centrale. A scelta in inglese o in italiano; se non si tocca niente, parte in inglese.
In prova. Degli algoritmi MSA1 ci si fida — sono documenti AREU. La dotazione del mezzo e i protocolli che quegli algoritmi non coprono sono ricostruiti e non confermati: su quel margine può sbagliare.
I due percorsi non si mescolano: livello, storico e punti deboli sono separati. La stessa persona può allenarsi in entrambi, e il sistema tiene due contabilità distinte.
Come quelle vere: numero evento, codice di invio, luogo, le risposte del filtro di centrale. Con dentro le stesse imprecisioni — il codice di partenza a volte non è quello che troverai.
Un paziente, un posto, degli astanti. Da qui in avanti scrivi quello che faresti e la scena ti dice cosa succede. Il tempo scorre: ogni tuo intervento consuma minuti.
Quando misuri, tratti o comunichi, l'azione viene annotata scegliendola da un elenco chiuso. Non è il modello a giudicare a fine partita cosa hai fatto: è un registro che si riempie mentre giochi.
Quando consegni il paziente o quando decidi che hai finito. Nessuno ti ferma prima, e nessuno ti avvisa se stai per finire il tempo.
Solo allora. Punteggi per dominio, cosa hai fatto e cosa hai mancato, la struttura del caso che non potevi vedere, e la regola da portarti dietro.
È la scheda vera, con l'impaginazione vera: i dati sono inventati, il formato no. Questa è la variante composta, quella che arriva sulla grande maggioranza degli scenari.
| NOTIZIE RIFERITE DA | SECONDA PERSONA | BIANCO |
|---|---|---|
| EVENTO | MEDICO ACUTO — NEUROLOGICA | VERDE |
| SOGGETTO E ETÀ | ADULTO M 71 |
VERDE |
| COSCIENZA | RISPONDE | GIALLO |
| RESPIRO | NORMALE | GIALLO |
| RICHIESTA RISPETTO AL MOMENTO DELL'EVENTO | IMMEDIATA | GIALLO |
| N° PERSONE COINVOLTE | 1 | VERDE |
| NOTA CONCLUSIVA FILTRO | SÌ LA FIGLIA RIFERISCE CHE DA POCO IL PADRE PARLA STRANO E NON MUOVE BENE UN BRACCIO |
GIALLO |
Scheda composta dai dati del caso: il codice colore e le risposte del filtro escono dai parametri di partenza, come le ricaverebbe un operatore di centrale dalle risposte del chiamante.
I due codici in alto a destra non sono un doppione
La gravità che la centrale attribuisce all'evento alla fine dell'intervista al chiamante. Esce dalle risposte del filtro: nella scheda qui sopra sono le righe coscienza e respiro a portarla.
Il codice con cui la centrale fa uscire il mezzo. È una decisione sua e non discende soltanto dall'intervista: quando si scosta, manda più su.
Possono non coincidere, e il manuale di Em.Ma.Web lo mette in grassetto — ma lo scostamento ha un verso solo. M è quasi sempre uguale a S, e quando differisce è più grave, mai più leggero: la centrale preferisce far arrivare un mezzo che non serviva piuttosto che uno che serviva, in ritardo. Nella scheda qui sopra il mezzo esce in rosso su un evento classificato giallo. Nel simulatore succede in circa un caso su quattro, e il sorteggio è stabile sullo scenario: la scheda che hai letto stamattina è la stessa se la riapri stasera.
A cosa serve saperlo: il colore con cui esci non misura quanto sta male il paziente. Un rosso non vuol dire che troverai un rosso — la centrale arrotonda per eccesso, ed è giusto così. E un verde non ti garantisce niente, perché a monte c'è un'intervista al telefono a qualcuno che era spaventato. Il codice serve alla centrale per decidere chi mandare; quello che hai davanti lo stabilisci tu, sul posto, con la valutazione. Se durante lo scenario chiedi alla centrale perché i due non coincidono, te lo spiega — motivo compreso.
La riga tratteggiata è il registro che si riempie: nel debrief quelle due voci saranno confrontate con la checklist del caso. Durante lo scenario non la vedi.
È la domanda che conta, e la risposta corta è: i numeri sono del codice, le parole sono del modello. Un simulatore in cui il generatore di testo decide anche la saturazione è un simulatore che ti dà ragione se insisti. Qui i parametri stanno fuori dalla sua portata.
Che cosa si passano, a ogni battuta
il caso già scritto: parametri di adesso, checklist, dotazione
parole, e una voce presa da un elenco chiuso
Il verso di sinistra è quello che conta: dal modello non torna mai un numero. Torna una frase e, quando ha riconosciuto una manovra, l'etichetta corrispondente fra le 63 o 83 previste. Il valore della saturazione lo decide il motore, prima e a prescindere.
| Cosa | Chi decide |
|---|---|
| I parametri vitali | Codice. Un motore deterministico: ogni caso ha una traiettoria scritta, e i trattamenti la modificano secondo regole fisse. Il modello li legge e li recita. |
| Gli eventi a tempo | Codice. 173 eventi scritti nei casi: al minuto N succede X, a meno che tu non abbia già fatto Y. |
| Cosa c'è sul mezzo | Codice. Due dotazioni chiuse, una per competenza. Quello che non c'è, non compare perché lo chiedi. |
| Dove sei e dove lo porti | Codice. 47 località reali con i tempi verso gli ospedali; le destinazioni seguono i criteri di rete. |
| Le azioni che risultano fatte | Codice. Vocabolario chiuso: 63 voci per il soccorritore, 83 per l'infermiere. Si registra scegliendo da lì, non scrivendo a mano. |
| Il punteggio | Codice per la parte contabile — la checklist è scritta nel caso e il confronto è una differenza fra insiemi. Modello per il giudizio discorsivo. |
| Le parole del paziente e degli astanti | Modello. Con le istruzioni di non suggerire, non correggere e non anticipare. |
| Il testo del debrief | Modello, sui fatti raccolti dal codice. |
Alla chiusura, e non un minuto prima:
I voti, com'è fatta la pagina — esempio inventato
Sette righe perché è una sessione da infermiere giocata in inglese; da soccorritore sono sei. Il 2 non è una bocciatura: è quello che decide il prossimo scenario, che arriverà con l'aderenza al protocollo in primo piano.
Il livello del prossimo scenario si decide da qui, per competenza, insieme alle aree su cui insistere.
Gli scenari sono ambientati in Alta Valtellina — Bormio, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva, Sondalo — perché la decisione di trasporto cambia significato quando i tempi sono quelli veri. Un ospedale a venti minuti e uno a un'ora non sono la stessa scelta, e l'elicottero è una risorsa con un tempo, non una soluzione.
Ogni caso dichiara gli ambienti in cui può capitare — pista, strada, abitazione, luogo pubblico, lavoro, montagna, piscina, rifugio — e il posto viene sorteggiato fra quelli plausibili. Lo stesso caso, due volte, non capita nello stesso posto.
Da Bormio, via strada
L'ospedale di riferimento, e tiene quasi tutto: trauma anche maggiore, arresto, respiratorio, ustioni, intossicazioni, ostetrico.
Solo per le tre cose che Sondalo non fa: STEMI e sindrome coronarica, pediatrico critico, psichiatrico.
Ictus in finestra terapeutica, e ci si va in elicottero. Che è una risorsa con un tempo suo, non una scorciatoia.
Il vicino è il default e il lontano è una decisione: caricare per Sondrio un politrauma vuol dire un'ora di strada per niente. È la scelta che il debrief guarda.
automedicaelisoccorsorendez-vous
Ogni caso è, di base, un caso liscio. Le difficoltà si aggiungono sopra e le sorteggia il sistema: fino a una al livello base, due all'intermedio, tre all'avanzato. Chi gioca non sa quali gli sono toccate — saperlo prima toglierebbe metà del problema.
Decisione rapidaMulti-paziente Risorse limitateBarriera linguistica Consegna difficileScena non ancora sicura Rifiuto delle cureAstante che intralcia Trasporto lungo
Maxi-emergenza: si assegnano i codici sotto tempo. Non passa da nessun modello, è tutto codice — la correzione è immediata e sempre uguale.
Domande a risposta chiusa con statistiche per argomento, per il ripasso secco fra uno scenario e l'altro. Nel menu dell'app la voce si chiama così.
Ventotto casi vengono dalle griglie delle prove pratiche — percorso soccorritore, con i punti per voce e le voci che invalidano la prova. Non è una modalità che si sceglie: stanno nel catalogo come gli altri, e quando ne capita uno il debrief aggiunge il punteggio di griglia e il superato o non superato.
È giusto chiedersi cosa ci fanno lì. Nell'applicazione quelle griglie sono casi da giocare — la scheda, i parametri, le azioni attese — dietro un accesso personale e nominativo, non un archivio da consultare: non c'è nessuna pagina che le elenchi, e non si scaricano. In queste pagine pubbliche non ne è riprodotta una riga, e il testo delle procedure non entra da nessuna parte, né qui né in quello che il modello riceve.
Detto prima, perché è la parte che decide se ha senso proporlo a qualcuno.
Non è aperto: sta su simulatore.piffipiffo.com, e la pagina non è indicizzata. Serve un accesso personale — nome utente nella forma nome.cognome e una password — che non si crea da soli: lo crea Stefano e te lo manda, e al primo ingresso l’applicazione ti fa cambiare la password. Non c’è una password comune: quell’account tiene il tuo livello e il tuo storico, ed è tuo. La documentazione di riferimento resta dov'è e non viene ripubblicata qui.
All'accesso è legato un piano, che dice quanti scenari si possono aprire in un giorno: Base 2, Intermedio 5, Avanzato 10, Supremo senza tetto. Non è un livello di didattica e non sblocca niente — è un tetto di spesa, perché la chiave del modello è una sola e condivisa fra tutti quelli che entrano. Chi valuta se proporlo a un gruppo faccia il conto da qui: uno scenario giocato fino al debrief è circa mezz'ora di lavoro e una trentina di chiamate all'API.
Se vuoi provarlo o vedere come funziona dal di dentro, la guida lo racconta passo per passo.
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